Arriva Race Week, il nuovo podcast sulla F1 di Lontano dai Riflettori

Il Mondiale 2026 di Formula Uno è ormai alle porte e a farvi compagnia in un viaggio lungo 24 gare ci sarà Race Week! Il nuovo podcast audio di Lontano dai Riflettori pensato su due appuntamenti settimanali per commentare e approfondire i weekend di F1, con una chiave di analisi e intrattenimento leggera ma volta a scoprire quanto vedremo e quanto ancora ci attende, dentro e fuori la pista. Ogni lunedì e giovedì, su Spotify, rivedremo tutto ciò che è successo nel weekend di gara che ci siamo lasciati alle spalle, proiettandoci poi al Gran Premio successivo. Primo appuntamento giovedì 5 marzo, preparandoci per il GP d'Australia. Buona Race Week a tutti!

Luca Silvestri

3/4/20264 min read

Dalla prossima domenica la Formula Uno entrerà ufficialmente in una nuova era, con il più grande cambiamento tecnico e regolamentare degli ultimi decenni. Lettori, ascoltatori, appassionati dei Gran Premi, non temete. Norris è ancora campione del mondo e difenderà il titolo alla guida della sua McLaren, Verstappen resta il cannibale che conoscevamo e Leclerc ha nuovamente azzerato il carico delle delusioni per gettarsi a capofitto nell’ennesima stagione che sa tanto del remake di ‘Baciami ancora’ (regia di Fred Vasseur e Scuderia Ferrari). Qualche ala mobile in più, un motore al 50% elettrico o una procedura di partenza più astrusa del normale non devono spaventarvi. La Formula Uno è e resterà (per fortuna) la stessa degli ultimi anni, con le solite chiacchiere da retro-box, i canonici squilli riguardanti il mercato piloti e i ricorrenti battibecchi tra team per presunte irregolarità o direttive che ‘cambieranno il corso della stagione’. Si, certo, come per le ali mobili e le McLaren. Da Barcellona cambierà tutto…ma va…

A Melbourne comincerà la 77a edizione del Mondiale di F1 e nonostante i mille temi tecnici (che è giusto approfondire, ma senza elevarli a protagonisti dell’intera stagione) la pista resterà il termometro più veritiero e affidabile. I piloti, loro sono semmai i protagonisti. Dei cyborg capaci di fornire, ricevere, elaborare ed eseguire una quantità smisurata di informazioni tecniche, il tutto andando a 300 km/h, sfidando loro stessi, la propria vettura, le curve, i muretti e altri 21 colleghi che non ci stanno ad arrivare dietro. Poveri loro…

La Mercedes a fari ancora semi-spenti (perché quanto visto tra Barcellona e la doppia sessione di test in Bahrain è consultabile, ma sempre indossando un bel paio di guanti bianchi) si attesta come la favorita del gruppo. “La Red Bull è la macchina più veloce in pista”, ha provato ad azzardare Toto Wolff a Sakhir, con il resto del paddock che nel frattempo ha replicato in totale sincronia la famosa scena dove Giovanni Storti invita Giacomo Poretti a porgergli il braccio per mandarlo a… non serve che continui.

La Ferrari, nel silenzio generale dell’inverno, sembra aver imparato quale sia il prezzo da pagare se all’inizio della stagione fai proclami che non sai se potranno mai avere seguito reale. Quindi zitti zitti i ragazzi di Maranello hanno portato in pista soluzioni aerodinamiche curiose (l’ala Macarena, come l’ha scherzosamente definita Vasseur) ma anche tante cose concrete, come il passo gara di Leclerc e il jolly partenze di Hamilton. Non parlare troppo presto è ormai primo tra i comandamenti del ferrarista, però è innegabile che la solidità della Rossa abbia stupito.

McLaren è un incognita. Il passo gara c’è, la macchina è anche quest’anno ben fatta e sembra la più veloce nelle curve da gas spalancato. Però, però, però. Norris è il campione in carica e, tra un invito al ritiro per Verstappen (gli piacerebbe) e diversi buoni tempi sul giro, sembra nascondersi sotto la sabbia. Non pensi mica che il numero 1 che adesso si ritrova sul casco e in sella alla propria McLaren gli consentano un low profile. Norris è campione del mondo, dimostri in pista che si sbaglia di grosso chi pensa che Verstappen lo sia ad honorem, come fece lo stesso Max ammutolendo tutti - Hamilton per primo - nelle tre stagioni successive ad Abu Dhabi 2021.

A proposito, la Red Bull. Power Unit - il motore, per chi ha non è cultore assoluto della materia - prodotta per la prima volta in casa con l’ausilio strategico di Ford e prima stagione da condottiero assoluto per Laurent Mekies. Guai a chiamarlo traghettatore, ha raccolto la pesantissima eredità di Christian Horner e con lui la squadra tutta è sembrata coesa e libera da alcune scorie figlie della passata gestione. Al team principal francese il compito di non far fallire chi guida l’altra monoposto Red Bull, da sempre trono di sventura perché chi ci è salito ha dovuto fare i conti con un Verstappen inarrivabile. Isack Hadjar il prossimo a provarci, pilota giovane ma dalle spalle larghe e con personalità da vendere, una delle guide più talentuose in griglia.

Tra i ‘best of the rest’, le sorprese al di fuori di queste quattro scuderie, Alpine e Haas sembrano tra i team più accreditati a fare bene, con Audi pronta a stupire forse più di quanto ci si attende. Imprevedibile la Williams che ha recuperato parzialmente i ritardi di inizio stagione ma senza convincere in maniera consistente. Da vedere in pista la Racing Bulls, tutto da scoprire Lindblad - forse l’ultima grande chiamata di Helmut Marko sponda giovani piloti Red Bull - con affianco un Lawson arrivato alla stagione della continuità. Capitolo a parte per Cadillac e Aston Martin, ragioni diverse di un disastro che sembra annunciato ma che potrebbe portare con sé dei risvolti clamorosi (in un senso o nell’altro).

Novità, novità, quante novità. A voi lettori servirà pur un ingegnere di pista che vi guidi passo passo. È per questo che nasce Race Week, podcast audio di commento e approfondimento che con due appuntamenti settimanali ogni lunedì e giovedì su Spotify vi porterà dentro i weekend di gara, con un clima di intrattenimento attento all’analisi ma volto a non annoiarvi più del dovuto con questioni tecniche-aerodinamiche-ingegnerestiche-bla bla bla…neanche fossi il genio della lampada che questo nuovo regolamento l’ha pensato e per giunta scritto.

Si parte giovedì 5 marzo, con uno sguardo preparatorio al GP d'Australia, che commenteremo insieme con la puntata di lunedì 9 marzo. È tempo di tornare in pista, è tempo di Formula Uno. Una buona Race Week a tutti.