Isack Hadjar, aveva ragione Anthony Hamilton

Dalle lacrime di Melbourne alla promozione in Red Bull per il 2026. Alla sua prima stagione in Formula Uno, Isack Hadjar ha fatto valere talento e carattere in pista, tenendo a tratti nascosto un lato emotivo che solo il padre di un sette volte campione del mondo ha saputo cogliere a pieno.

12/11/20253 min read

Nei giorni in cui Helmut Marko lascia la Red Bull dopo un rapporto lungo vent’anni, vieni in mente la pioggia che lo scorso marzo batteva su Melbourne. Gran Premio d’Australia, il primo appuntamento della stagione 2025 di Formula 1. Nel giro di formazione il diluvio che si è abbattuto sull’Albert Park ha reso l’asfalto del circuito scivoloso, tanto da mettere in difficoltà la maggioranza dei diversi rookie all’esordio. Primo tra questi, Isack Hadjar.

Classe 2004, nato a Parigi, il giovane francese ha la mentalità da boxer e la velocità di un toro in corrida, caratteristiche perfette per chi entra nell’universo dei motori Red Bull. Accanto a Yuki Tsunoda - poi avvicendatosi con Liam Lawson - ha formato la line-up della Racing Bulls, merito del suo talento cristallino sfoggiato durante tutta la stagione precedente in Formula 2. Isack ha la ‘consistency’ perfetta in una classe regina nella quale, mai come quest’anno, dieci monoposto possono anche essere racchiuse in un gap di quattro decimi.

Cinquantuno punti, dieci volte in Top 10, un podio conquistato - nel Gran Premio d’Olanda, sul circuito di Zandvoort - e prestazioni in pista che gli sono valse la promozione in Red Bull al fianco di Max Verstappen per il 2026. “Ho lottato duramente per arrivare in F1”, diceva Hadjar all’inizio della stagione, non aspettandosi probabilmente che ventiquattro Gran Premi potessero bastare per dimostrare all’intera griglia un valore da potenziale top driver, oltre a fungere da palcoscenico per un altro dei suoi sogni legati alla Formula 1.

“Ricordo quando da bambino guardavo Hamilton in tv, in quei momenti speravo che non si ritirasse prima che io arrivassi in Formula 1”, ha rivelato Hadjar ai microfoni del ‘The Red Flags Podcast’. “Sono veramente fortunato perché non ho mai pensato che avrei corso con lui, ma che si sarebbe ritirato prima. Essere in pista con Hamilton è un enorme privilegio”. Deve essersi chiuso un cerchio nel cuore di Hadjar quando al suo esordio in un Gran Premio, dopo non essere nemmeno scattato allo spegnimento dei semafori di Melbourne, tra i primi a consolarlo ha incrociato Anthony Hamilton.

Giro di formazione, pioggia sull’asfalto, tutte le monoposto in griglia optano per la mescola da bagnato intermedia, ad eccezione dell’Aston Martin di Lance Stroll che sceglie la full wet. Il tracciato è scivoloso, fuori dai cordoli dell’Albert Park prevalgono erba e ghiaia, sabbie mobili complicate dalle quali scampare in caso di fuoripista. Le prime due curve dopo il traguardo sono un destra sinistra al termine del quale le barriere particolarmente vicine non concedono errori, ancor più fatali su pista bagnata. Hadjar dà troppo gas alla sua Racing Bulls numero 6, finendo per sbattere contro il muro in uscita di curva 2. Gara conclusa ancor prima dello start, il volto del francese è pieno di lacrime. “I cinque secondi successivi all’incidente sono senza dubbio il peggior momento della tua vita”, continua il pilota parigino a ‘Red Flags’, che con le sue parole consente a chi ascolta di immedesimarsi nella testa di un ragazzo che è passato dal vivere l’apice del suo sogno al rimanere chiuso dentro il buio di un errore consueto per condizioni di gara ed esperienza. “In quei momenti vuoi solo nasconderti e stare da solo. L’aspetto peggiore è dover scendere dalla macchina sapendo di affrontare le telecamere e incontrare persone”.

È proprio in quel momento che Hadjar, tornando verso il suo box con il capo chino, ‘sbatte’ contro Anthony Hamilton. “Mentre camminavo con lo sguardo basso e le mani al volto ho sbattuto contro qualcuno, era il padre di Lewis - racconta il francese - . ‘Sii orgoglioso, alza la testa’, mi ha detto Anthony, non era costretto a farlo”. Un abbraccio nel quale il padre del suo idolo sembra racchiudere una sorta di magia che tornerà utile ad Hadjar nel corso della stagione, nonostante le critiche ricevute proprio da Helmut Marko per una reazione ritenuta troppo emotiva dallo struggente super consulente Red Bull.

Prestazioni e risultati di stagione hanno riportato il sorriso ad Hadjar, atteso adesso dal duro confronto con Verstappen, in una corsa stile Pamplona per una Red Bull che, concluso il rapporto con Honda, produrrà per conto proprio la nuova power unit 2026. Aveva ragione Anthony Hamilton, il futuro di Hadjar sarà certamente a testa alta.